Author: Roberto Murgia

L’I.V.A., Imposta sul Valore Aggiunto, è definita dal D.P.R. del 26 ottobre 1972  n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni ed è entrata in vigore in Italia  il  1°  gennaio  1973  subentrando  alla  imposta  precedente  I.G.E  (Imposta  Generale sulle Entrate); l’Articolo 1 (Operazioni Imponibili), comma 1 definisce  quanto segue:     “L’imposta sul valore aggiunto si applica sulle cessioni di beni e le  prestazioni  di  servizi  effettuate  nel  territorio  dello  Stato  nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni e sulle  importazioni da chiunque effettuate”. Risulta essere chiaro il campo di applicazione e emergono tre presupposti fondamentali  per l’applicazione dell’I.V.A. -Requisito  Oggettivo:  cessioni  di  beni  e  prestazioni  di  servizi -Requisito Territoriale: effettuate nel territorio dello Stato (esclusi Livigno,  Campione e delle acque italiane del Lago di Lugano); -Requisito Soggettivo: esercizio di impresa o di arti o professioni    Affinché  possa  essere  applicata  l’I.V.A.  è  necessario  che  esistano  contemporaneamente tutti e tre i requisiti: al mancare di uno di essi l’I.V.A.  non può essere applicata e si ritiene fuori dal campo di applicazione I.V.A. Per esempio, un privato che cede un bene non rientra nel campo di applicazione  dell’I.V.A. poiché non ha il requisito soggettivo.…

Read More IVA – Significato e Definizione

I beni a utilità pluriennali, che costituiscono immobilizzazioni, possono essere immateriali ( software, brevetti ecc. ), oppure materiali ( fabbricati, automezzi, macchinari, mobili d’ ufficio ecc. ). Oltre che con l’ apporto, detti beni possono entrare a far parte della struttura produttiva dell’ azienda con l’ acquisto e il leasing / locazione. Nel caso di…

Read More Come Acquistare Beni a Utilità Pluriennale per un’Azienda

Sono ad oggi la forma di rapporto banca/cliente e raccolta e impiego fondi più  praticata considerando l’alta elasticità e varietà delle operazioni consentite  oltre la possibilità di usufruire di strumenti bancari cartacei ed elettronici per  la gestione e movimentazione dei fondi eventualmente detenuti nel conto  corrente. La natura degli accrediti o addebiti è differente per tipologia di correntista (privato  o  azienda),  per  causale  di  versamento  o  prelievo.  E’  possibile  accreditare stipendi, incasso fatture, donazioni, versamenti spontanei del  titolare di C/C, addebito automatico di utenze (Enel, Telefoniche, Gas, ecc.),  pagamento beni o servizi a mezzo bancomat o assegni bancari, ecc. Il termine “di corrispondenza” deriva dal fatto che gli ordini impartiti e le  registrazioni (scritture di addebito e accredito) sono sempre rilevate (scritte,  registrate) letteralmente o cartaceamente con rilascio di documentazione.    L a disponibilità “a vista” è una forte caratteristica che invita all’apertura di  conto corrente con costo di gestione annuo che dipende da banca a banca.   Una forma di elasticità e comodità del C/C è la possibilità di sconfinare ovvero  di potere utilizzare anche somme non disponibili in C/C (salvo approvazione  della banca) anche fino ad un importo massimo di scoperto (fido bancario)  che però comporta alti tassi di interesse e che può essere reintegrato con  nuovi versamenti. Il contratto di C/C è l’insieme di una pluralità di negozi giuridici (contratti) ed  è riconducibile al mandato che per il Codice Civile, art. 1823, Il conto corrente  è il contratto col quale le parti si obbligano ad annotare in un conto i crediti  derivanti da reciproche rimesse , considerandoli inesigibili e indisponibili  fino alla chiusura del conto.  Il saldo del conto è esigibile alla scadenza stabilita. Se non è richiesto il  pagamento, il saldo si considera quale prima rimessa di un nuovo conto e il  contratto s’intende rinnovato a tempo indeterminato.

Read More Cosa Sono i Conti Corrente