Buoni Fruttiferi Postali o Conto Deposito – Come Scegliere

Tra le forme di gestione del risparmio più sicure troviamo i buoni fruttiferi postali ed i conti deposito. Sono tante però le differenze tra queste modalità d’investimento: in particolare riscontriamo l’applicazione di due distinti regimi fiscali. Qual è quindi il più conveniente?

L’unico aspetto che hanno in comune i Buoni fruttiferi postali e i conti deposito, sta nel fatto che entrambi rappresentano un forma di gestione del risparmio molto prudenziale, per cui sono adatti praticamente a tutti: sia a chi ha un profilo di rischio molto basso, che chi ha un portafoglio diversificato con un profilo di rischio anche medio-alto.

Inoltre entrambi sono garantiti in caso di difficoltà del soggetto emittente: i Buoni fruttiferi postali vengono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti per cui sono garantiti direttamente dallo Stato, mentre i conti deposito sono garantiti dal Fitd.

Quindi se si sta pensando alla sicurezza come discriminante per la scelta o l’orientamento delle preferenze, non si può dire con certezza che i primi siano più solidi dei secondi.

Elementi per decidere se è meglio scegliere i Bfp o i conti deposito
Anche se i Buoni fruttiferi postali vengono assimilati come funzione ai conti deposito, questi ultimi, soprattutto nella forma di depositi “liberi” non permettono solo di gestire il risparmio rappresentato da una somma già accantonata , ma consentono anche di effettuare ulteriori versamenti nel corso del tempo, con un piccolo incentivo rappresentato dai rendimenti, che è mediamente superiore ai libretti di risparmio postali, e tutto in un solo strumento (mentre per ottenere lo stesso risultato con i prodotti postali bisognerebbe avere sia un libretto postale che buoni fruttiferi postali).

Una distinzione fondamentale poiché il tipo di scelta non può e non deve prescindere dalle effettive necessità che quel determinato strumento di risparmio deve svolgere. Allo stesso modo, se l’obiettivo è quello di mettere da parte dei soldi per dei minorenni, perché al compimento dei 18 anni si trovino un piccolo capitale, allora la scelta migliore, come facilità di gestione più che di rendimento, è proprio rappresentata dai Bfp dedicati ai minori, in quanto le somme sono svincolabili solo con l’intervento del giudice tutelare prima della maggiore età, il che rappresenta una garanzia in più.

Caratteristiche economiche e rendimenti
Entrambe le soluzioni non hanno costi di apertura, sottoscrizione, chiusura e non ci sono penali nel caso in cui si dovesse decidere di svincolare le somme depositate o investite. Un‘ altra importante differenza sta nel fatto che alcuni Bfp (ma non tutti) prevedono comunque il calcolo degli interessi maturati fino al momento dello svincolo su base generalmente bimestrale.

Sotto questo punto di vista se si è orientati a un risparmio di lungo termine ma non si ha la certezza di inutilizzo delle somme depositate, allora sono i buoni postali a passare in cima alle preferenze, poiché non si perdono gli interessi maturati, nel periodo di giacenza effettiva, previsti dal contratto, mentre per i conti deposito vincolati, gli interessi applicati diventano quelli del conto deposito libero, logicamente molto più bassi.

Invece se non si hanno particolari esigenze di questo tipo non resta che considerare i rendimenti, e questi sono nettamente a favore dei conti deposito liberi se con tasso promozionale, oppure vincolati (anche semplicemente a 12 mesi), considerato che i Bfp con durata minore sono a 18 mesi, ed i tassi di interesse sono molto più bassi, poiché partono da 1,45% lordo contro un vincolo a 12 mesi con tasso pari a una media non inferiore al 2,50% lordo.

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